martedì 1 dicembre 2009

Terza Rivoluzione Industriale

La ’Terza Rivoluzione Industriale’ è un sistema dove tutti i cittadini sono in grado di autoprodursi l’energia sufficiente alla sussistenza e ciò che avanza viene reimmesso nella rete comune” (Jeremy Rifkin)

venerdì 2 ottobre 2009

Fotovoltaico: dalla California moduli ultrasottili ed economici

Nanosolar crea il modulo rivoluzionario

Fotovoltaico: dalla California moduli ultrasottili ed economici

La Nanosolar ha realizzato un modulo solare a stampa d’inchiostro 100 volte più sottile di quelli in silicio e adattabile a tutte le superfici. Una vera rivoluzione nel mercato energetico mondiale

(Rinnovabili.it) – Nanosolar, azienda con sede in California, dal 2002 si occupa della ricerca e della sperimentazione di moduli fotovoltaici innovativi.
Seguendo questa linea aziendale ha immesso sul mercato moduli economici e adattabili a tutte le superficie, una vera invenzione rivoluzionaria.
Si tratta di celle sottili e flessibili in grado di produrre energia a basso costo: 99 centesimi di dollaro per watt.
La nuova tecnologia utilizza il film sottile e la “stampa ad inchiostro”: il materiale fotoconduttore viene posizionato su un supporto laminare su un foglio di alluminio, ed è stata proprio questa caratteristica a scatenare l’interesse e la curiosità di molte società come Google, che attualmente hanno investito 4 milioni di dollari nei rivoluzionari moduli ultrasottili.
La vera novità sta nell’inchiostro che, composto da da nanoparticelle di rame, indio, gallio e selenio (CIGS), viene depositato sulla superficie del modulo in maniera uniforme e precisa.
La società ha inoltre spiegato che il National Renewable Energy Laboratory del Department of Energy americano ha certificato il raggiungimento del 16,4 per cento di efficienza per le celle – la più alta registrata per il fotovoltaico stampato.
Garantito ben 25 anni il nuovo prodotto della Nanosolar potrebbe rivoluzionare il mercato dell’energia, rendendo il consumo elettrico sempre più ecologico e facendo rinunciare all’utilizzo di fonti energetiche più inquinanti.
Sapete cosa vuol dire questo?.
Che fino a 2 anni fa per 1 MW si spendevano 6.500.000€.
Ora per 1 MW se ne spendono 3.500.000€.
Con questa scoperta rivoluzionaria si spenderanno solo 990.000$.
990.000$ equivalgono a soli 700.000€.
Altro che certificati verdi, con costi cosi' bassi non ci sarebbe piu' bisogno di nessun certificato verde.
E non solo, con costi cosi' bassi il carbone, il petrolio e il nucleare sarebbero messi da parte, perche' non piu' convenienti.

mercoledì 22 luglio 2009

ENI e le Energie Alternative

ENERGIA: SCARONI, AGENZIA GLOBALE PER PREZZI

ENERGIA: SCARONI, AGENZIA GLOBALE PER PREZZI
(AGI) - Roma, 20 lug. - Un'Agenzia globale per stabilizzare i prezzi del petrolio, la previsione di un possibile raddoppio della domanda di greggio per il 2015 e la necessita' di investire in energie alternative, per le quali l'Eni, solo per la ricerca, ha destinato 120-150 milioni di euro, piu' delle altre compagnie petrolifere. Sono questi i temi affrontati dall''ad di Eni, Paolo Scaroni, in un'intervista rilasciata alla rubrica 'Hard Talk' della britannica BBC. "Quando i prezzi scendono si tagliano gli investimenti; scarseggiano i rifornimenti ai mercati - ha rilevato Scaroni - e molto presto i prezzi aumentano di nuovo". Proprio per frenare questi alti e bassi, che l'ad di Eni ha definito lo 'yo-yo' del petrolio, e' necessaria l'istituzione di una Global Oil Agency. "Dobbiamo crearla con il consenso di tutti - ha spiegato Scaroni - anche con quello dell'Arabia Saudita poiche' neppure i sauditi gradiscono questi alti e bassi dei prezzi". L'Agenzia Mondiale, in primo luogo, "dovrebbe garantire i rifornimenti dei mercati attraverso un corretto fondamento per la produzione, per i consumi e lo stoccaggio del petrolio. Il secondo step dovrebbe essere quello di remunerare la capacita' produttiva quando i prezzi scendono troppo". Il denaro sarebbe destinato ai paesi produttori, non alle compagnie, "allo scopo di incentivarli a non tagliare la produzione". L'Agenzia avra' il compito di mediare tra paesi produttori e consumatori in modo da creare "un tetto minimo e massimo in cui operare nel lungo termine". "Nessun'altra compagnia petrolifera al mondo ha investito 120-150 milioni di euro solo per la ricerca nelle energie alternative". Lo ha rilevato l'ad di Eni, Paolo Scaroni, riferendosi alle risorse messe in campo dal gigante energetico italiano particolarmente nel solare senza trascurare tuttavia, ha sottolineato, la ricerca dei nuovi giacimenti di petrolio. Scaroni, in un'intervista rilasciata per la rubrica 'Hard Talk' dell'emittente britannica BBC, ha ricordato di "avere attivato una collaborazione con il Mit di Boston sulle nuove tecnologie solari che serviranno al mondo". La tecnologia di cui si dispone oggi risale alle ricerche degli anni 70-80 e pertanto e' necessario "investire sulla tecnologia del futuro", anche in considerazione - come ipotizzato dal conduttore del programma - di un raddoppio della domanda di petrolio per il 2050. "E' cosa plausibile se pensiamo che miliardi di indiani e di cinesi - ha detto Scaroni - guideranno la macchina e useranno l'aereo come noi facciamo oggi". Ma per quell'epoca, ha proseguito l'ad di Eni, "stimiamo ci saranno altre soluzioni per l'energia e che la useremo in modo ben piu' efficiente di oggi. Non ci possiamo permettere di arrivare al momento in cui scarseggeremo di idrocarburi senza avere individuato un'alternativa".

mercoledì 15 luglio 2009

Investire in Jatropha Curcas

Investire in piantagioni di Jatropha e' molto redditizio.

Mentre in Africa molte terre non potranno esser destinate a Jatropha perché sarebbero sottratte all'agricoltura, in Brasile le terre sono disponibili sia per l'allevamento che per l'agricoltura ed ecco che quindi le produzioni di etanolo da canna da zucchero diventano BIOCARBURANTI DI SECONDA GENERAZIONE e la JATROPHA è vista come PIANTA NO FOOD, velenosa per uomini e animali, e quindi MOLTO BUONA PER LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE.

Siccome l'Olio di PALMA , pianta FOOD, sparirà dal 2012, almeno nelle intenzioni, oggi è possibile aprire piantagioni che produrranno dal 2013 olio di Jatropha Curcas.

ANALISI DELL'INVESTIMENTO

Investimento per Ettaro: Euro 650

Superficie della piantagione: 5.000 Ettari

Investimento Totale: 5000 x 650 euro=3.250.000.= euro

Produzione dal 4° anno: 4 Kg di semi da olio per piantina di cui:

1,66 Kg olio di Jatropha e 2,33 sottoprodotto.

Prezzi di vendita Olio di Jatropha e sottoprodotto: Olio di Jatropha 2,300 reales al Kg.

Sottoprodotto: 0,4 reales al Kg.

Ricavi: per piantina: Olio di Jatropha: 1,66 Kg x 2,3 reales = 3,8678 reales

per piantina: Sottoprodotto: 2,33 Kg x 0,4 reales = 0,932 reales

per 1 ettaro: Olio di jatropha 3,878 reales * 1750 piantine = 6.768,65 reales

Sottoprodotto 0,932 reales * 1750 piantine = 1.631 reales

per 5.000 ettari= olio di jatropha 6.768,65 reales * 5000 = 33.843.250 reales

Sottoprodotto 1631 reales * 5000 = 8.155.000 reales

Redditività: Investimento Iniziale = 650 euro x 5000 ettari = 3.250.000.= euro

Redditività da 4* anno = 33.843.250 + 8.155.000= 41.998.250 * 40%= 16.799.300 reales

Redditività in %= Utile 6.144.945 euro (16.799.300 * 0,364) - 3.250.000= 2.864.945 euro

corrispondente al 88,15% del capitale investito il primo anno.

Gli anni successivi utile pieno.

Siamo in grado di proporre investimenti in Joint-Venture in Brasile, con società brasiliana proprietaria di 300.000 ettari di terreno adatti all'installazione di piantagioni. L'investimento previsto ammonta a 650 euro per ettaro e prevede la proprietà del 40% per ettaro della superficie acquistata. Il 60% restante e' di proprietà della società brasiliana che fornisce le piantine, effettua l'installazione della piantagione ed acquisisce la manodopera necessaria. La società brasiliana garantisce l'investimento per il primo anno con fidejussione o ipoteca di primo grado sui terreni.

I bonifici dell'investimento italiano sono sempre mensili e solo dopo la costituzione e registrazione della Società presso la Camera di Commercio brasiliana.

martedì 17 marzo 2009

Lampade a Led

Torraca City Led
Convegno con economisti e esperti del settore Il sindaco: così tagliamo il 65% delle spese
Il paese-laboratorio della luce per il futuro si trova nel cuore della provincia salernitana. Torraca, 1400 abitanti che da agosto si serve solo della luce dei led, è diventata un grande centro di sperimentazione permanente. È il risultato già raggiunto dalla piccola comunità cilentana e dalla Cree, la multinazionale americana che ha pubblicamente approvato il lavoro compiuto dal sindaco Daniele Filizola con l’illuminazione con i led.
«Apprezziamo l'opera di questa piccola comunità - ha commentato soddisfatto Greg Merritt, direttore marketing dell'azienda statunitense - e il compito realizzato continua un processo iniziato negli Usa». Grazie all'attenzione ottenuta per il premio nazionale di Ecomondo per la luce a led, che riduce del 65% la spesa dell'illuminazione pubblica, gli interessamenti sono in forte crescita, tanto che la Cree corporation, colosso americano - nonostante la giornata dello sciopero nazionale dei trasporti che ha penalizzato l'intero paese - ha deciso di esserci. L'incontro, moderato da Pierangelo Piegari, giornalista del Tg1 e voluto dal comune e dall'Elettronica Gelbison, azienda di Ceraso che ha realizzato le luci, ha analizzato i problemi progettuali, la sicurezza, gli aspetti economici, giuridici e l'inquinamento luminoso, senza dimenticare le norme illuminotecniche europee ed il finanziamento per riprodurre il caso di Torraca, la prima Led City al mondo.
Emozionato il giovane sindaco Filizola ha ricordato che risparmiare il 65% dei consumi e raggiungere un'elevata efficienza ed affidabilità, sono successi che fanno gola un po' a tutti. «La sua durata è superiore a quella delle classiche sorgenti luminose -spiega Filizola che a 37 anni è al secondo mandato -. C'è minor manutenzione poiché le lampade durano 10 anni invece che tre, con conseguente risparmio, tra l'altro senza inquinamento luminoso». «Siamo passati da lampade di 150 watt a quelle di 36». L'impianto dei 600 punti luce è costato 200.000 euro; si prevede in 7 anni il rientro del capitale investito.
Il comune imprenditore aderisce al progetto "Comuni Azzero CO2" e, con il Conto Energia del ministero dell'Ambiente, ha realizzato ben 4 impianti fotovoltaici che faranno incassare circa 50.000 euro all'anno, utili destinati per migliorare il paese.
Il professor Luciano Di Fraia, docente di Illuminotecnica presso l'Università di Napoli e collaudatore dell'impianto, ha spiegato che siamo solo nel mezzo di un cammino di perfezionamento, "con i led si registra l'assenza di materiale nocivo per l'uomo (raggi ultravioletti o infrarossi) ed una maggiore durata". Ha inoltre sottolineato che ci sono ancora delle soglie di miglioramento da raggiungere.
Sulle tecnologie utilizzate Filadelfio Cammarano ha presentato i successi di una piccola azienda come l'Elettronica Gelbison che dal periferico Cilento ha saputo esportare innovazioni anche all'estero. L'ingegner Gianni Silvestrini, direttore generale Kyoto Club e Mario Gamberale, di AzzeroCO2, si sono intrattenuti sull'aspetto ecologico sposato dal comune del golfo di Policastro. Marco Esposito, giornalista de "Il Mattino", ha presentato l'impatto mediatico del fenomeno energetico.

lunedì 16 marzo 2009

Fotovoltaico Italiano

Continua la corsa del fotovoltaico italiano
Il fotovoltaico italiano sta vivendo un momento magico. I 280 MW installati con il Conto Energia a fine 2008 (dato GSE), pari a una crescita di circa il 170 per cento rispetto all'anno precedente, rappresentano un record assoluto per un settore che nel 2007 faceva registrare 70 MW e nel 2006 appena 9 MW.
La domanda crescente di sistemi fv sia su tetto sia a terra sta spingendo la nascita di una vera e propria filiera italiana che, già nel corso del 2009, sarà in grado di supportare in maniera significativa pressoché tutti i segmenti del mercato del fotovoltaico, dall’approvvigionamento delle materie prime come il silicio alla realizzazione dei moduli, alla progettazione e installazione degli impianti.
Dopo il dietrofront sul tentativo di ridimensionare il bonus fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica, con gli ultimi provvedimenti approvati, ultimo in ordine di tempo il decreto con i nuovi incentivi alle fonti rinnovabili che estende tra l’altro lo scambio sul posto agli impianti di potenza fino a 200 kW, il governo sembra dimostrare la volontà di mantenere l’impegno preso in sede europea con il sì, anche se sofferto, al pacchetto europeo “clima ed energia”.
Certo, avvertono le associazioni di settore, ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere. In un’intervista rilasciata a Zeroemission.Tv il 7 gennaio scorso Gianni Chianetta, presidente di Assosolare (Associazione Nazionale dell’Industria Fotovoltaica), ha ricordato “le difficoltà di allacciamento alla rete e le lungaggini autorizzative” che sono ancora le “cause principali del ritardo dello sviluppo dell’energia fotovoltaica nel nostro Paese”.
Di recente a destare qualche preoccupazione nel settore è arrivata inoltre la Risoluzione n. 3/2008 che introduce l’ICI per gli impianti fotovoltaici su terreno agricolo. Un provvedimento che, comparando un impianto fotovoltaico a un bene immobile, lo renderebbe soggetto ad accatastamento e di conseguenza alla tassa comunale neutralizzando in parte (non si sa di preciso ancora di quanto) il vantaggio del Conto Energia.

Progetti Fotovoltaici in Italia e Spagna

Progetti per 38 MW in Italia e Spagna per SunEdison

SunEdison, uno dei principali fornitori di servizi nel settore dell’energia solare e di impianti fv, ha annunciato oggi l’acquisizione della tedesca Business Institute Solar Strategy GmbH (BISS), con sede ad Amburgo e una anche in Italia, a Brescia.
L’operazione assicura a SunEdison 38 MW di progetti nel settore del fotovoltaico in fase di sviluppo in Italia e Spagna e l’accesso diretto ad un portfolio di progetti per 300 MW in Europa. Oggi SunEdison gestisce a livello globale oltre 68 MW di impianti fotovoltaici di cui 9 in Spagna.
I dettagli relativi all’accordo e ai progetti non sono stati resi noti. Tuttavia, Carlos Domenech, responsabile della gestione operativa e direttore finanziario di SunEdison, ha spiegato che “l’acquisizione di BISS, consentirà a SunEdison di accedere direttamente ad un portfolio di progetti per 300 MW” accelerando l’espansione della società in Europa.

Rivoluzione Fotovoltaica

L' American Building Tecnologies, ha testato con successo un NUOVO
PANNELLO SOLARE, CHE PERMETTERÁ DI TAGLIARE I COSTI DEI
GENERATORI DI ENERGIA FOTOVOLTAICA DEL 50%. Il nuovo pannello
(Alubond Solar Collector Panel - SCP), promette di parire una nuova era
nello sviluppo e nell'abbatimento dei costi dell'energia solare.

Turbine Eoliche

Gamesa vince per la fornitura di turbine eoliche da Italia

Costruttore di turbine a vento spagnolo Gamesa ha firmato un accordo con la società italiana Alerion Parco Eolico Licodia Eubea, un affiliato di Alerion Industries, per la fornitura di 26 Gamesa G5X 850kW turbine eoliche nel corso del 2009, per un importo totale di capacità di generazione di potenza installata di 22MW.
Secondo la società, la turbina eolica generatori saranno Licodia Eubea per il parco eolico situato nel regione siciliana di Catania.
L'accordo comprende la fornitura di turbine a vento, la loro installazione e start-up, così come il loro funzionamento e la manutenzione.
L'inizio del lavoro di assemblaggio è previsto per il primo trimestre del 2009, ha detto la società.
Il rendimento annuo di elettricità prodotta a tali impianti è prevista in sostituzione di 4730 tonnellate di petrolio equivalenti all'anno ed evitare l'emissione in atmosfera di 33.000 tonnellate di CO2 l'anno, i crediti Gamesa.

Centrale Italiana a Biodiesel

L’olio di Jatropha Curcas verrà utilizzato in una centrale italiana in provincia di Ascoli Piceno dove grazie ad un accordo fra una società impiantistica Italiana e il governo del Madagascar dove verranno coltivati 100.000 ettari a Jatropha. L’investimento ammonta a 5 milioni di € grazie ai quali si prevedono di poter ricavare 300.000 tonnellate di olio vegetale. L’obiettivo spiegano i titolari dell’azienda italiana è quello di “poter favorire nel prossimo futuro (2-3 anni) la costruzione nel territorio ascolano di tante piccole centrali elettriche di piccole dimensioni, 1 MW ciascuna, alimentate proprio con l’olio di Jatropha Curcas del Madagascar. In quella zona e con l’estensione di coltivazioni, potremmo avere tanto materiale da sostenere l’intero fabbisogno energetico del Piceno fra cittadini ed imprese.

JATROPHA CURCAS

La Jatropha è un arbusto in grado di produrre un frutto ricco di olio (140%) tradizionalmente usato come carburante per il riscaldamento e l’illuminazione nelle comunità in via di sviluppo. Ma il valore della Jatropha Curcas è attestato soprattutto come materia prima prodotta su larga scala per la produzione di biocarburanti. La Jatropha Curcas è attualmente oggetto di ricerca e di sviluppo per il suo enorme potenziale d’uso nella produzione di biodiesel per i trasporti. Uno dei principali vantaggi della Jatropha risiede nella possibilità di essere coltivata in condizioni di scarsa piovosità e siccità e soprattutto dove altre colture è pressoché impossibile farle crescere.

Prima centrale biocarburante in Belgio

Grazie alla Jatropha, la società finlandese Wärtsilä ha annunciato l’avvio della prima centrale elettrica a biocarburante in Belgio entro l’inizio del 2009. Una centrale da 9 MW per un costo di 7 milioni di €, proprietà di una joint venture fra gli sviluppatori Thenargo e le aziende agricole locali.

biodiesel: nuovo impianto in Italia

Biodiesel: un nuovo grande impianto in costruzione nel Nord Italia
10/2/2009
È entrato in funzione l'impianto di produzione di biodiesel Oxem, a Mezzana Bigli in provincia di Pavia. L'impianto, capace di produrre 200.000 tonnellate di biodiesel l'anno, è stato dotato di un collegamento sotterraneo via tubo con la raffineria Eni di Sannazzaro de' Burgondi.

domenica 15 marzo 2009

Parliamo di Green Energy

BIOMASSE, ESTESI GLI INCENTIVI
- ROMA, 2 MAR - Dopo il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni e l'approvazione del Consiglio dei Ministri, il Ddl per lo sviluppo del settore agroalimentare passa ora all'esame del Parlamento. Il provvedimento introduce alcune novita': scompare il requisito della filiera corta per gli impianti alimentati a biomassa fino a 1MW di potenza. Mentre estende il sistema di incentivi agli oli vegetali puri ''tracciabili''. In sostanza per quanto riguarda la tariffa omnicomprensiva introdotta dalla Finanziaria 2007, quale incentivo alternativo al riconoscimento dei certificati verdi, e applicabile agli impianti di potenza non superiore a 1 MW, il Ddl non la condiziona piu' alla vicinanza geografica tra luogo di produzione e impianto, secondo il principio delle ''filiera corta'' rendendo cosi' possibile il riconoscimento della tariffa (28 euro cm/kWh) per biogas e biomasse. Il Ddl riconosce la stessa tariffa anche agli oli vegetali puri, qualora tracciabili attraverso il sistema stabilito dal regolamento (Ce).

martedì 10 marzo 2009

Benvenuti, ho creato questo blog per inserire le piu' recenti informazioni sul mercato dell'energia e delle Materie Prime. Settori che incidono profondamente sul nostro modo di vivere.
Tradewest